Nome: Faith
Cognome: Revel
Soprannome: -
Nata il: 20 agosto 1991
A: Birmingham
Descrizione fisica: giovane ragazza alta circa 1.65 con lunghi capelli color miele e occhi castani, con un corpo proporzionato alla sua statura e all'età. Porta sempre con se una vecchia fedina lasciatagli dalla nonna e un piccolo anello d'oro al quale si è affezionata!
Potere: psicocinesi
Descrizione potere: Può spostare quasi tutti gli oggetti con grande facilità, solo con la forza del pensiero. Riesce anche a spostare corpi umani. Le riesce più difficilmente se la persona è un mutante di livello pari o superiore al suo.
backgroung: Ha vissuto i primi 6 anni della sua vita assieme ai suoi genitori, una coppia tenera e dolce. Non ricorda molto della sua vita con loro, forse perché era troppo piccola, ma ricorda benissimo quel giorno d’inverno di 9 anni fa, quando il padre, finita la riparazione del tetto è scivolato, rischiando di morire, e lei...lì...piccola e indifesa bambina, che guardava la scena tra le dolci braccia materne, riuscì inspiegabilmente a bloccare il padre qualche metro prima di toccare il terreno. Nessuno era riuscito a spiegarsi come fosse successo, neanche lei. Poi, un giorno, tornando a casa dalla festa di compleanno di May, la cugina più grande, il padre si sentì male ed uscì fuori strada con l’auto... la piccola Faith piangeva impaurita senza capire nulla, fino a quando si ritrovò in un piccolo lettino d’ospedale! Le dissero che la mamma e il papà stavano bene, ma lei doveva andare a vivere assieme agli zii per qualche tempo. Felice di passare un po’ di tempo con i suoi zii adorati aspettò l’arrivo dei genitori, ma passarono 4 anni...non li vide più...erano morti in quell’incidente. Soffrì per molto tempo, piangeva ogni minuto, ogni secondo delle sue giornate, nulla era più bello come una volta. Perché non le avevano detto subito la verità? Perché l’avevano tenuta all’oscuro di tutto? Perché, perché...perchè era successo tutto a lei? Durante questo periodo di dura, infinita sofferenza scoprì di poter muovere gli oggetti con la forza del pensiero, dapprima motivata dalla forte rabbia. Non disse nulla ai suoi zii per paura di una loro brutta reazione. Da quel momento cominciò a rimettere a posto i tasselli mancanti della sua infanzia, come un grande puzzle. Molte domande si davano risposta e lei si sentiva rinata. Poi un giorno, mentre si esercitava in camera con i suoi poteri, fu scoperta dalla zia che subito la portò in un istituto per farla tornare "normale". Secondo lei, infatti, era stato l’incidente a farle fare cose "strane"... Rimase rinchiusa lì per 5 anni circa e il giorno del suo quindicesimo compleanno decise di fuggire il più lontano possibile. Le mura erano tutte controllate, tranne quelle della zona ovest... Appena scoccò la mezzanotte il più silenziosamente possibile uscì dal dormitorio, scavalcò il muro e da lì continuò a scappare: aveva deciso di mettere fine alla sua vita, non sopportava più di vivere in quel modo! Cominciò a piovere, lei continuò a correre verso una meta sconosciuta dove poter morire lontana da occhi indiscreti. Correva, correva e intanto piangeva, pensava ai suoi genitori, si sentiva in colpa per non essere riuscita a salvarli, ma era troppo piccola e non sapeva ancora utilizzare bene il suo potere nè tantomeno era sicura di possederlo sul serio. Ripensava ai 4 anni passati con i suoi zii, a quanto li aveva odiati dopo aver scoperto la verità...Piangeva e piangeva e le lacrime di quella dolce ragazza distrutta da 15 anni di sofferenze si confondevano con le gocce di pioggia. Nessuno avrebbe visto quanto stava soffrendo...nessuno l’avrebbe più rivista! Non ricorda altro, solo che si risvegliò in una camera che non era la sua, sembrava quella di un albergo ma non era quella di un albergo...no! Era la camera dello Xavier’s Institute, l'accademia per giovani mutanti. Evidentemente qualcuno l’aveva trovata e portata nel luogo più vicino non sapendo che quel luogo era davvero ciò che le serviva. Faith doveva imparare ad usare meglio i suoi poteri e voleva vivere una vita migliore...nel frattempo ringraziava quel qualcuno...qualcuno...ma chi...?!